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 Cosa succederà mentre Wolfie se ne starà a rilassarsi:

1) Hillary Clinton vincerà le primarie del West Virginia di un soffio. Ma non si ritirerà.

2) McCain andrà a caccia dei big donors perché senza quattrini non si va granché lontani.

3) L’Inter vincerà il primo vero scudetto dell’era Moratti.

 

 

 

Un bel saggio di Paolo Naso (Come una città sulla collina, Claudiana, € 13) recensito su Avvenire da Luca Miele.

avvenire-logo.gif I democratici preparano una via d’uscita dignitosa per Hillary. E non è ancora sepolta l’ipotesi di un dream ticket. Qui  un piccolo pezzo sul dopo Indiana.

P.S. Oggi The Politico elenca 5 ragioni per cui Hillary non farà il numero due.

P.S. 2 E qui altre cinque ragioni per cui il “matrimonio” è possibile

avvenire-logo.gif Il presidente del Cesi, Andrea Margelletti, è sempre lucidissimo nell’analizzare le vicende libanesi. Qui l’intervista che ha rilasciato ad Avvenire.

Qualche problemino per McCain con l’ala destra del partito.

LA GEMELLA RIBELLE SI SPOSA

Jenna Bush domani sposa nel ranch di Crawford

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In Nord-carolina la fine del sogno del sogno di Hillary e la rinascita di Obama

Sul il Sussidairio.net una riflessione sul post Indiana e Nord Carolina

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Obama è cotto. Se cambia rotta però può ancora farcela.

gdp.bmp  Il naive Obama in politica estera.

avvenire-logo.gif  «Hamas vorrebbe Barack Obama alla Casa Bianca». Il candidato repubblicano alla presidenza John McCain s’inserisce nella corsa per la nomination democratica. Risparmia Hillary Clinton e riserva la bordata al giovane collega del Senato. Bersaglio nelle ultime settimane per le sue posizioni liberal in politica estera dell’ex veterano del Vietnam. Che ieri, discorrendo con alcuni blogger del suo sito Web, ha definito Obama come il candidato prediletto di Hamas. «La gente deve sapere che per Hamas io sarei il peggior incubo. Se il senatore Obama è ben visto da Hamas credo che la gente debba regolarsi di conseguenza».
Affermazioni forti, che tuttavia non trovano riferimenti reali. Obama ha infatti più volte dichiarato Hamas un’organizzazione terroristica con la quale l’America non deve avere relazioni. Lo stesso senatore nei giorni scorsi aveva criticato l’incontro a Damasco fra l’ex presidente Jimmy Carter e il capo del movimento di resistenza islamico Khaled Meshaal. Obama ha invece suscitato polemiche e parecchi mugugni, anche nell’establishment democratico, per aver dichiarato che se eletto presidente incontrerebbe i leader di Iran, Cuba e Nord Corea.
A rincarare la dose contro Obama ci ha poi pensato l’ex architetto dei trionfi elettorali di Bush, Karl Rove, intervistato dal Times di Londa ha definito il senatore nero «completamente sordo» alle preoccupazioni degli americani comuni. Per Rove Obama è «un candidato debole».
La critica di Rove ha fatto breccia. Ieri da Indianapolis, Obama ha riconosciuto che la «sua campagna deve essere messa a punto». «Sapete che è stata una lunga campagna. Ciò che andava bene tre mesi fa, se oggi si fa la stessa cosa, potrebbe non funzionare bene», ha detto il senatore. Che un successo lo ha comunque raggiunto anche nel periodo più buio della sua corsa: uno dei super donatori di Hillary Clinton ieri ha annunciato di aver lasciato la senatrice e di voler sostenere il rivale di colore: «Sono amico di Hillary, ma prima di tutto sono un democratico».

Alberto Simoni, 27 aprile 20008

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La storia dei superdelegates e  il pressing di Dean, Pelosi e Reid perché i big del partito si decidano: insomma Hillary o Barack?

John McCain in giro per l’Arkansas con Mike Huckabee. L’ex governatore e candidato alla nomination ha accolto McCain a Little Rock e hanno trascorso un po’ di tempo insieme. Scontate le domande sulla possibilità di vedere HB correre come running mate. McCain si è trincerato dietro il classico: non faccio nomi, ma ha elogiato la forza e l’appeal di HB presso la base conservatrice.

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HB potrebbe servire a MAC nel Sud, per contenere semmai la forza di Obama fra i neri; o nel caso lo sfidante fosse la Clinton, per impedire alla senatrice di conquistare l’Arkansas. Il problema è che HB è un po’ indigesto al mainstream anti-tasse repubblicano e all’ala più pragmatica. McCain ha assicurato che ha appena iniziato la ricerca del Veep e che comunque lo sceglierà prima della Convention di Minneapolis.

avvenire-logo.gif Tappa di avvicinamento all’Indiana

JENNA VOTA DEMS?

La First Daughter Jenna potrebbe non votare McCain. Ce ne faremo una ragione

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